In rilievo La diffamazione a mezzo internet

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    • La diffamazione a mezzo internet

      Dopo i recenti accadimenti verificatisi in rete, dato che la maggior parte dell'utenza di Nostale.it, ed in generale dei giochi della Gameforge, non ha contezza delle conseguenze derivanti da determinate azioni ovvero la diffamazione di componenti dello staff utilizzando la rete mondiale denominata internet in ogni sua forma (forum/blog/pagine personali, ecc.. ecc..)


      La diffamazione, in diritto penale, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:

      Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.

      Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.

      Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.


      Ciò di cui spesso non ci si rende conto è che offendere una persona sul personale, deriderlo, insinuare il dubbio sulla sua moralità o sul suo operato è davvero semplice da fare. Si è nascosti da un nickname, la connessione ha spesso un ip dinamico o, meglio, si scrive da dietro proxy....credendosi invulnerabili.

      Non è cosi.

      Esistono i file log, da cui è possibile risalire a quale ip, in quel determinato momento, era collegato al forum. Una volta avviata la denuncia per diffamazione verso l'utente reo, il PM richiede il file log e da li si risale al pc da cui è partita la diffamazione.

      I più furbi penseranno che basta andare in un internet point per avere l'assoluta certezza di non essere identificati, ma da agosto 2005, gli internet point sono soggetti alla normativa antiterrorismo (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale N. 190 del 17 Agosto 2005), in base alla quale ogni cliente che accede ad internet in un internet cafè deve essere censito dal titolare del locale il quale ha anche l'obbligo di usare un software che tenga traccia dei siti visitati dai clienti.

      La persona offesa, visto che difficilmente verrà fatto il nome e cognome, deve essere identificabile, cioè leggendo il post offensivo, si deve essere in grado di capire a chi è rivolto il messaggio.

      La libertà di opinione è quindi in pericolo? assolutamente NO, se prendiamo solo in considerazione la diffamazione a mezzo forum , non vi sono pericoli nell'esprimere il proprio parere su un prodotto, su un articolo ecc anche se negativo. Ma se questo diventa lesivo per la persona o per l'immagine dell'azienda, allora potrebbe configurarsi il reato in oggetto.



      La diffamazione online

      La diffamazione è un reato strettamente connesso alla persona e al diritto all'onore di cui ogni individuo è titolare ed è previsto dall'articolo 595 c.p.. Esso dispone che chiunque, fuori dai casi di ingiuria, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, é punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032,00 €. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è la reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065,00 €. Quindi mentre il reato di ingiuria previsto dall'articolo 594 c.p. punisce chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente, il reato di diffamazione punisce chi offende l'altrui reputazione in modo "indiretto" parlando con più persone e riferendosi, appunto, a una persona che non è presente.

      Gli elementi della diffamazione a mezzo Internet

      Il terzo comma dell'articolo 595 c.p contempla la diffamazione online come circostanza aggravante della diffamazione perché realizzata tramite internet che viene considerato un mezzo di pubblicità, perchè idoneo e sufficiente a trasmettere un messaggio diffamatorio a una pluralità di soggetti. Perchè il reato si realizzi è richiesta la presenza necessaria e contemporanea dei seguenti elementi: l'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile, la comunicazione di tale messaggio a più persone e la volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere (c.d. dolo generico).

      L'offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile

      La reputazione è l'interesse tutelato da parte del legislatore e viene intesa come quella stima di cui l'individuo gode in seno alla società per le caratteristiche che gli sono proprie. Per ledere la reputazione quindi sono necessarie espressioni non vere, offensive, denigratorie o espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti, se per il modo con cui sono dette fanno sorgere nel lettore un plausibile convincimento sull'effettiva rispondenza a verità dei fatti falsi narrati. La vittima oggetto della diffamazione deve essere invece una persona determinata o determinabile. L'individuazione dell'effettivo destinatario dell'offesa è condizione essenziale ed imprescindibile per attribuire all'offesa una rilevanza giuridico-penale.

      La comunicazione di tale messaggio a più persone


      La diffamazione è un reato istantaneo che si consuma con la "comunicazione a più persone". Trattandosi ad esempio di un forum, tale elemento si realizza con il postare il proprio messaggio e si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono l'espressione ingiuriosa e dunque, nel caso in cui frasi o immagini lesive siano state immesse sul web, nel momento in cui il collegamento viene attivato (Cass. pen. Sez. V, 21/06/2006, n. 25875). Da sottolineare come si configuri anche nel caso in cui la board non fosse pubblica ma richiedesse una registrazione per leggere i messaggi.

      La volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere


      Ai fini della sussistenza dell'elemento psicologico nei delitti di diffamazione, non è necessaria l'intenzione di offendere la reputazione della persona, ma basta la volontà di utilizzare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere. Come è facile notare questo tipo di atteggiamento, direttamente rilevabile in base alle frasi e al significato delle parole oggetto di diffamazione, è uno degli elementi che permette di tracciare il limite tra diritto di critica, tutelato ampiamente dalla libertà di pensiero, e la disciplina delittuosa.

      Libertà di pensiero e responsabilità penale

      L'articolo 21 della Costituzione dispone che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" ma tale diritto incontra dei limiti specifici qualora l'opinione espressa giunga a ledere l'altrui onore e reputazione. Quindi il diritto di critica e la libertà di opinione non possono essere equivocate con la libertà d'insulto, di offesa, di diffamazione dell'altra persona. Un principio costante della giurisprudenza è che la critica, per quanto forte e spregiudicata possa essere, non debba mai diventare insulto, dileggio, disprezzo della persona.

      Qualora ciò avvenga non si è più in presenza di una critica ma di una diffamazione! Per ciò che riguarda l'imputabilità non dimentichiamoci che la responsabilità penale è personale, pertanto l'hosting provider che consente agli utenti di accedere ad un newsgroup non può essere ritenuto responsabile per i messaggi che passano attraverso i propri elaboratori. Ciò in quanto il provider si limita a mettere a disposizione degli utenti lo "spazio virtuale" dell'area di discussione e non ha alcun potere di controllo e di vigilanza sugli interventi che vi vengono man mano inseriti (Trib. Lucca, 20/08/2007). Allo stesso modo il gestore del forum sarà, caso mai, responsabile solo della negligenza di controllo oppure per la mancata rimozione del commento denigratorio, dopo che gli sia stato fatto notare ed esso sia realmente offensivo.

      Diversamente la giurisprudenza ha avuto modo di individuare anche il confine tra critica e diffamazione che emerge dal rispetto di principi quali la continenza espositiva, la verità e la pertinenza dell'informazione. Pertanto, l'autore di messaggi su forum o newsgroup che con i suoi commenti critichi prodotti o servizi, utilizzando un linguaggio educato, non denigratorio o insinuante senza la volontà e la consapevolezza di offendere, non potrà temere nessun tipo di azione legale rientrando la sua condotta nelle libertà di espressione e di critica garantite dal dettato costituzionale.



      Questo per fare capire a chiunque si sentisse protetto, come ho già spiegato sopra, da un proxy/Ip dinamico/connessione tramite un internet point, che non è assolutamente cosi e che inoltre, è stata avviata una denuncia per diffamazione a seguito di uno spiacevole e quantomeno inopportuno, forum di discussione aperto in rete negli ultimi periodi al quale partecipano utenti di questa Board/Gioco ed ex componenti dello staff stesso espulsi per violazione delle regole interne.

      Ogni eventuale altra iniziativa del genere,se ritenuto necessario, potrebbe essere comunicata alle autorità competenti tedesche ed italiane, ognuna per la parte di rispettiva competenza per gli adempimenti del caso.

      Detto questo, consiglio caldamente a chi avesse in mente di dare il via a determinate iniziative, di riflettere a quali sono le conseguenze civili e penali di determinate azioni prima di muovere le dita sulla tastiera pensando di essere protetto da una sorta di invulnerabilità internettiana.

      I quote riportati nel messaggio indicano che le affermazioni precedentemente riportate sono tratte da internet e sono basate su casi realmente accaduti e puniti a norma di legge.

      Detto questo lo staff si auspica che certi comportamenti non debbano, oltremodo, proseguire.